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Sopravvivere alle elezioni francesi

Verso la fine del 2016 io ho fatto il mio dovere di cittadina espatriata, nella mia buca delle lettere c’era la mia tesserina per il voto al referendum e nel silenzio della mia cucina ho votato e portato la lettera alla posta.  Silenzio mentale e fisico.  Cerco di essere un essere un umano decente, un adulto mediocre che almeno si prende la briga di ascoltare le informazioni in radio negli estenuanti 8 minuti che separano casa dal lavoro o quando sono davvero masochista, aprire la lista twitter dedicata all’informazione.  Cerco di non bestemmiare e di leggere qualche articolo oltre i titoli.  Ponendo la premessa che io sono nata nel secolo sbagliato e quando mi degno di prestare attenzione a quello che mi circorda dimostro con tutta me stessa un enorme disturbo dell’attenzione, cerco di tenermi aggiornata, per non fare davvero schifo quando a tavola si parla di cose serie praticamente mai.  Per far vedere che non ho 8 anni come tutti credono.  Io vivo bene nella mia palla di neve e no, non mi sono …

Je vais vous raconter de la France 

Ho sempre pensato di essere brava a vedere i dettagli, le cose che contano, le cose belle. Ma evidentemente sto perdendo l’allenamento. Decidendo cosa fare di questo blog, non trovando qualcosa di cui volevo davvero parlare, l’ho lasciato un po`cadere in disgrazia. Di cosa parlo io qui? Libri? Fotografia? Non lo so nemmeno io. Mi sono sentita un pochino persa, perché mi fa perdere il focus sui miei progetti futuri, vorrei che tutto si amalgamasse, senza creare personalità di facciata o nom de plume, per essere più classy. Cosa unisce tutta la mia esistenza? Cos’è la cosa che mi fa essere unica e che mi da una voce? Sono l’unica italiana che vive a Saint Yrieix, Francia. Ho lasciato la città per la campagna.   Sono un expat, perché immigrata pare brutto e studio lingue (ed un giorno forse sarò un’insegnante). Solo io lo vedo il filo conduttore? Io comincio a vederci chiaro, abbastanza da darmi motivazione, abbastanza da non lasciare cadere nel vuoto cosmico le mie riflessioni di una vita da espatriata, i miei disagi …

Nomade

È ritornata. Insonnia. In realtà è sempre stata qui, come un’ombra, come quella brutta abitudine che ti prometti tanto di toglierti ma che alla fine non se ne va, perché è diventata parte di te e nonostante tutto riesci a non far marcire la tua vita, una specie di accettazione benevola, quella specie di rassegnazione serena quando ti rendi conto che comunque non puoi farci nulla ed invece di piangerti addosso rendi la cattiva abitudine una buona arma. Io, invece di rigirarmi nel letto sperando di crollare in preda alla stanchezza, mi alzo e faccio qualcosa, anche se so che la sveglia suonerà fra sette ore e non posso posticiparla. È notte ed io scrivo. Ci sono tante cose che avrei voluto fare nella mia vita ed ho la brutta abitudine di non essere mai soddisfatta, a volte mi dico che dovrei semplicemente prendere quello che ho ed esserne semplicemente felice. Ma io voglio di più. Ho sempre voluto di più. Ci sono momenti in cui penso sia troppo tardi, altri in cui penso di …

Writing Wild I 

È la fine di Febbraio e sembra la fine di un era. Il mio buon umore è migliorato con l’estensione dei momenti di luce durante il giorno, se ci fosse anche il sole potrei essere molto più felice.  Camminare nella natura ha un potere curativo per me, la terra era umida e sembrava di camminare su un tappeto morbito, sapeva di buono, di umido e di vita. Le foglie secce stanno lasciando il posto alle gemme, all’erba, al verde. L’aria è diventata più tiepida, non pizzica più quando inspiro. Tutto sembra più dolce.  Mi piace cercare delle finestre fra i rami degli alberi che si aprono sulla valle, nelle belle giornate si possono vedere le montagne, oggi si distinguono chiari i rivoli di fumo dei camini nelle case in lontananza, c’è silezio, un silezio rassicurante, mi fa credere che tutto stia prendendo il suo posto, poco a poco, come percorrere un sentiero in salita solo per il piacere di godersi il panorama.  Il bosco si è preso cura di me, si è portato via il …

One year to a writing life: riprendere a scrivere in modo facile ed indolore. 

Ho sempre pensato che i libri guida che promettevano miracoli e presumevano di insegnarti qualcosa di ovvio, fossero una grandissima perdita di tempo, perché mai dovrei aver bisogno di un libro scritto da un signor nessuno che mi spiega come fare una cosa che mi riesce così naturale fare?  Questo finché non mi sono ritrovata ripetutamente davanti a pagine bianche che son diventate poco a poco più minacciose di una lunga giornata di lavoro, ad un certo punto sai che il fine settimana arriva, mentre l’ispirazione pare perduta per sempre. Quindi quei libri considerati da me roba da sfigati incapaci di gestire la propria vita, hanno cominciato ad esercitare un certo fascino su di me. La vita da adulta è molto più complicata della vita da adolescente, inevitabilmente ci facciamo problemi per qualsiasi cosa e spesso li gonfiamo anche più del dovuto. I momenti calmi sembrano essere sempre meno, per non parlare quelli in cui sei libero di occuparti dei tuoi hobby. Quindi ho trovato ancora una volta aiuto nei miei amati libri.  One Year …