Analog

Innanorarsi della Slow Photography 

Ormai siamo invasi da movimenti “slow” e Hygge  ovunque. Perquanto alcune di queste filosofie mi sembrano un po’ la scoperta dell’acqua calda, mi lascio comunque stesta favola incredibilmente romantica e un po’ fuori dal tempo. Quando si vive in campagna non bisogna fare tanti sforzi per vivere più slow, ogni settimana bisogna prendere il tempo per portare in casa la legna dalla legnaia, nonostanze le riserve previste durante l’estate. Quando c’è la neve o la strada è ghiacciata non è possibile uscire di casa, questo fa si che la vita sia più lenta, più succube delle stagioni, lascia il tempo di assaporare alcuni momenti.


  Confesso che non mi sono sconvolta più di tanto quando mi è balenata l’idea di una “slow photography” ed ho trovato il web pieno di articoli dedicati alla Slow Photography. La questione è molto facile: Osservare, vivere, assaporare, fotografare. La Slow Photography mira a prestare attenzione al soggetto, al legame fra il processo ed il risultato, non conta solamente la foto in sé, ma anche in quali situazioni è stata scattata e perché. La Slow Photography è un modo per unire storia ed immagine. Non esiste un unico modo per fare fotografia in questo modo, ma è inutile dire che una macchina analogica si presta di più per questa filosofia. Il fatto di dover prestare attenzione a come si scatta la foto è parte dell’avventura. 


Altra cosa importante legata alla Slow Photography è di rinunciare all’ossessione di immortalare qualsiasi cosa, ma piuttosto a vivere il momento  a osservare invece che perdersi dietro uno schermo facendo foto che finiranno dimenticate in qualche cartella con un nome strano in un angolo remoto del computer. Io ho deciso che voglio provarci, per dare un senso alla mia Nikon F3 che resta fin troppo spesso sullo scaffale, ho deciso anche di cominciare a sviluppare i rullini in Bianco e Nero da sola, per rendere questa esperienza veramente slow. Ho deciso che ogni scatto deve a vere una foto da raccontare. 

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Romana adottata dalla Francia, leggo troppi libri e scatto troppe foto. Predicatrice folle di #librisultavolo #myinstagramadventure In realtà sono un Hobbit.