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Barriere linguistiche

Al corso di linguistica ci è stato insegnato a posizionare le vocali in una griglia, queste vocali hanno suoni e valenze diverse a seconda della posizione, all’uso delle corde vocali, al posizionamento della lingua e la respirazione. I tedeschi a volte pronunciano dei suoni in cui l’aria esce dal naso, noi italiani facciamo vibrare le “r” ma non nello stesso modo in cui vibra la “r” degli scozzesi. Questi suoni apparentemente complessi sono la causa dell’accento, ovvero quando si parla una lingua alcune lettere non vengono pronunciate in senso “puro” ma con un metodo diverso (le classiche “e” aperte o meno, per intenderci).  Anche i migliori orecchi assoluti, soprattutto quando parlano una lingua straniera possono avere un accento, perché è una questione di elasticità della bocca e coordinazione fra respirazione, corde vocali e lingua.

Ma una lingua è molto di più che una serie di versi, essa racchiude concetti ed idee proprie di una cultura, è una tela complicata e spesso difficile da decifrare. Quando si studia una lingua straniera si comincia ad esplorare questa tela, si osserva e si guarda, si imita e ci si lascia andare. Ci sono persone che nascono in contesti sociali che parlando più lingue, loro hanno una facilità estrema da passare da una lingua all’altra.

Imparare il francese da autodidatta è stato piuttosto semplice, sono andata a vivere n Francia, tutto intorno a me parlava francese, non avevo scelta. Ora riesco a passare dal francese all’italiano senza grande fatica, ma non sono così brava a farlo per l’inglese.

Ho sempre pensato che fra me ed il mondo di francesi in cui vivo, ci fosse una grandissima barriera linguistica, dopo quattro anni commetto sempre gli stessi errori, le stesse pronunce bizzarre, non voglio diventare francese, osservo le abitudini di queste persone ma continuo a tenere le mie ben strette alla mia vita. Ma tutto ciò non crea problemi nel dialogo, le barriere linguistiche sono abbattute con un sorriso e atti di gentilezza disinteressata. Ho cominciato a vedere la barriera linguistica con i miei stessi connazionali.

Dialogare con i miei genitori è sempre stato difficile, ora è la lontananza che ci salva, che ci permette di essere più gentili per sofferenza che provoca l’assenza, ma il dialogo è sempre ostico. Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, si dice. Io credo semplicemente che in questo caso, parlare la stessa lingua sia un limite, perché non si presta davvero attenzione a quello che si dice, si sente ma non si ascolta.

Quando mio marito mi parla in francese io ascolto, per capire le parole, per riflettere sul senso. Sto in silenzio per scegliere le buone sfumature. Quando parlo italiano c’è una cascata d’idee e non tutte vengono recepite come vorrei, si crea una barriera che non riesco ad abbattere. È una barriera apparente ma a volte sembra più grande di quella che esiste fra me ed un francese qualsiasi.

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Romana adottata dalla Francia, leggo troppi libri e scatto troppe foto. Predicatrice folle di #librisultavolo #myinstagramadventure In realtà sono un Hobbit.

4 Comments

  1. Non sai quanto mi affascini sentir parlare di lingue straniere e accenti. Il mio udito impazzisce letteralmente ascoltando una erre scozzese, per esempio! Nel mio piccolissimo conosco solo l’inglese e il francese scolastico, entrambi sempre più arrugginiti, ma le lingue mi hanno incantata fin da piccola proprio perché sono la chiave per capirsi, per arrivare in connessione con le persone e sentirsi vicini. Il francese l’ho imparato a scuola e me lo porto nel cuore, e ogni volta che mi trovo ad ascoltarlo mi rendo conto di quanto ami quei suoni. E hai proprio ragione, la nostra lingua madre la usiamo troppo spesso a sproposito e distrattamente.

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    • Credo fermamente che non esistono lingue facili o difficili, semplicemente ce ne sono alcune che ci parlano in modo speciale, tanto che spesso è facile vedere persone che parlano perfettamente lingue come in giapponese e non sanno dire una parola in inglese. Credo sia questa grande passione a far imparare in fretta una lingua. Anche io porto il francese nel cuore, me ne sono innamorata subito, da quando l’ho sentito parlare. Mi sono resa conto di come utilizziamo la nostra lingua a sproposito, proprio vivendo in un mondo che non la parla, è un’esperienza alienante ed incredibile.

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