Sulla Mitologia

Le Dodici Notti d’Inverno #10 – Wild Hunt, La Caccia Selvaggia

La Caccia Selvaggia è un mito della tradizione europea che prevede una processione di spiriti, fate, elfi, entità du ogni tipo in veste di cacciatori, in alcuni casi questi cacciatori sono anche morti che ritornano dall’oltretomba. Si crede che a capo di questa caccia ci sia Wotan.

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Questa Caccia prende sfumature diverse per quanto riguarda i suoi partecipanti, spesso sempre persone di alto rango, come il re danese Valdemar Atterdag o il re gallese del popolo fatato Gwyn ap Nudd. La funzione della Caccia invece, è piuttosto unanime a seconda del luogo, essa era vista come cattivo presagio, portatrice di guerre o malattia oppure chiunque si trovasse al cospetto della processione sarebbe stato rapito e trascinato nel Mondo dei Morti o quello delle Fate, a seconda della tradizione. Si credeva inoltre che alcune persone fossero in grado di lasciare la loro forma fisica durante il sonno per prendere parte alla cavalcata.

Jacob Grimm associa questa tradizione al paganesimo precristiano, ritrovando nei personaggi citati la figura di Wotan ed associandogli una sua controparte femminile, portando anche lei le vesti scure delle divinità telluriche, Holda.

I diversi Leader della Caccia Selvaggia:

Bretagna: Re Artù

Catalogna: Conte Arnau, conosciuto per la sua ferocia e sete di sangue.

Inghilterra: Woden, Herla re leggendario decristianizzato come re bretone che avendo passato troppo tempo nella festa nuziale delle fate sia ritornato nel nostro mondo molti secoli dopo. Herne il cacciatore, figura del folklore inglese che richiama le divinità celtiche, menzionato per la prima volta da Shakespeare. Old Nick, uno dei tanti nomi del demonio. Sir Francis Drake.

Isola di Guernesey: Herodias, che cavalca il mare con le streghe

Irlanda: Fionn Mac Cumhaill e i Fianna, Manannan conosciuto anche come il cavaliere delle fate (che nel mondo celtico hanno un’accezione molto più scura e spirituale degli esseri con ali di farfalla che conosciamo)

 

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