Sulla Mitologia

Le Dodici Notti d’Inverno #3- La Dea Holda

image002Holda è una figura germanica legata all’agricoltura e la fertilità, il suo nome deriva dalla figura scandinava Huldra. 

L’etimologia del suo nome viene dal Dutch e dallo Svedese huld “gentile, graziosa, benevola”, la stessa radice è presente anche in Anglo Sassone, con la parola hold che porta lo stesso significato. Secondo il filologo Jacob Grimm, questa figura può essere messa fra le divinità femminili germaniche.

Holda, come Odino presenta due simboli importanti legati alla festa di Yule, quello di Dea della fertilità ed abbondanza, il banchetto e soprattutto il brindisi in onore di Odino e gli dei della fertilità era una delle pratiche più importanti della festa, ma essendo Yule una festa a cavallo fra il giorno e la notte, il mondo dei morti e quello dei vivi, Holda è anche considerata la signora della Caccia Selvaggia, guida le streghe fuori dalle loro tane alla ricerca di vittime. Questo almeno secondo il folklore cattolico tedesco, che tendeva infatti a demonizzare la figura della donna, tanto che in documenti risalenti al XI secolo, è associata a Diana, Signora del Gioco, si credeva che queste figure fossero a capo di un gruppo di donne che durante la notte, lasciassero la propria casa sotto forma di spirito, librandosi nel cielo e partecipando a battaglie o feste in mezzo alle nuvole. Carlo Ginzburg testimonia che queste pratiche fanno parte della cultura europea da diverse migliaia di anni e che non era inusuale che uomini e donne lasciassero il proprio corpo fisico per seguire la Dea Holda, Diana, Perchta.

La referenza più grande che abbiamo di questa divinità, è la favola di Jacob Grimm, Frau Holle.