Libri & Letteratura, Senza categoria

Le eroine della mia vita: Le Sacerdotesse di Avalon

Sono convinta che leggere la Saga di Avalon di Marion Zimmer Bradley abbia influito in modo decisamente drastico sulla mia persona in età adolescenziale.

Tutti gli adolescenti passano la fase del “chi sono io” e “cosa voglio essere” e tutte quelle domande esistenziali che in realtà ci portiamo avanti per molti anni. I romanzi della Bradley sono entrati nella mia vita più o meno nello stesso momento in cui ho scoperto il paganesimo e la letteratura fantasy (queste due cose non sono per forza collegate ma sono arrivate nella mia vita più o meno nello stesso tempo).

Per chi non lo sapesse, il Ciclo di Avalon é una serie di romanzi a tema fantastico che si svolge intorno alla mitica isola britannica, sede delle sacerdotesse che venerano e proteggono il culto della Dea, una divinità femminile governatrice di tutte le cose, in una Inghilterra stanca del dominio romano, che si piega alla religione cristiana.

La Dea venerata dalle Sacerdotesse é una rivisitazione in chiave moderna del paganesimo, visto sotto l’idea della religione neo-pagana Wicca, sviluppatasi intorno agli anni 50 in America e importata in Europa qualche anno più tardi. In Italia abbiamo avuto un’ondata negli anni 90 con film come “Giovani Streghe” e “Amori e Incantesimi” e recentemente con la moda che ha seguito American Horror Story Coven (che io amo). Questa Dea in realtà, secondo la religione Wicca è accompagnata anche da un Dio, suo compagno e co-autore dell’equilibrio di tutte le cose.

Immagine tratta dal film, omonimo del libro: Le Nebbie di Avalon

Immagine tratta dal film, omonimo del libro: Le Nebbie di Avalon

Le Sacerdotesse di Avalon, secondo M.Z.Bradley sono una congrega di donne, che vengono scelte dalla Dama di Avalon (la capa Suprema) conosciuta anche come Dama del Lago, riprendendo così il ciclo Arturiano. Le giovani scelte sono dunque inviate a Glastonbury per cominciare il loro praticantato come sacerdotesse, acquisendo così delle capacità, come l’uso delle erbe, la divinazione e ovviamente la magia. In questo romanzo la magia non é prepotente, ma é piuttosto un prodotto della fede nei confronti della Dea, tanto da dare a questa visione pagana delle sacerdotesse un’idea piuttosto cristiana (per inciso l’autrice è stata per anni fervente seguace della Wicca, ma in punto di morte ha negato tutto e si è convertita illo presto al cristianesimo prima di tirare le cuoia). Ma nonostante questi dettagli da 30enne matura che ha imparato ad analizzare un libro, vi spiego perché la me 14enne ha amato questa saga.

Primo punto fondamentale, ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi con le altre femmine, quando tutte le bambine, con le trecce morbide e gli occhioni azzurri avevano la loro amica del cuore, io avevo i libri. Sono sempre stata piuttosto asociale e non sono mai stata in grado di aprirmi a qualcuno per poter instaurare una relazione profonda (al giorno d’oggi, la mia relazione d’amicizia più lunga e forte è con un uomo), sembrava che il mondo femminile mi gettasse fuori nonostante io avessi le effettive carte per far parte del club. Venire a sapere che da qualche parte nell’universo letterario, c’era un mondo dove le donne crescevano insieme per venerare una Dea potente ed antica, in perfetto amore e perfetta fiducia, per diventare qualcosa di simile alla mia immagine di strega, mi sembrava una cosa bellissima.

Io volevo essere una sacerdotessa di Avalon.

Le sacerdotesse di Avalon avevano un obbiettivo nella vita, erano le custodi di antiche tradizioni e secondo le loro inclinazioni personali, portavano il volere della Dea attraverso le ballate, l’arte, la parola o la gestualità. Erano unite da un legame profondo ed una grade dedizione verso la sorellanza.

Avevano tutto quello che io desideravo.

Per saperne di più sul Ciclo di Avalon