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Come l’iphone ha cambiato il mio modo di fare fotografia

Come per ogni forma d’arte, il mio rapporto con la fotografia é sempre stato complicato. Le immagini hanno sempre avuto un forte impatto nella mia vita e ci sono sempre state macchine fotografiche intorno a me. Non c’é niente di più bello che osservare qualcosa e la luce che lo illumina, se poi si aggiunge anche la riflessione sulla apertura dell’otturatore e dell’obiettivo per riuscire a rendere esattamente l’immagine come voglio trasmetterla, allora parto in un viaggio senza fine.
Sono una di quelle persone che ha ricevuto il suo smartphone relativamente tardi, ero dell’idea che fossa roba per chi lavora con internet, connessione, inforazioni rapide, organizzazione. Ed in effetti l’iphone l’ha decisamente cambiata la mia vita, é la mia agenda, il mio lavoro e la mia passione. Fin dal primo modello che ho posseduto, ho capito quanto potenziale ci fosse nell’avere un piccolo oggetto in grado di raccontare la vita di tutti i giorni. Ho sempre avuto la brutta abitudine di portare con me la mia fotocamera, che inevitabilmente prendeva spazio, pesava e poteva essere pericolosamente soggetta a furto. Va bene, anche un telefono lo é, ma é molto più discreto, questo lo rende più facilmente rubabile o nascondibile.

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Nonostante le prime fotocamere in dotazione con gli smarphone non fossero gran che, con l’arrivo di instagram, la mia idea ha preso piede molto facilmente: potevo raccontare la mia vita tramite delle immagini e condividerle in una piattaforma che funziona solo con le immagini. Tutto ha preso più senso.

Questo ha portato, poco a poco, all’abbandono della fotocamera, utilizzata solo in rare occasioni. La parte negativa é che la mia creatività ha subito una grande caduta, la positiva é che ho ritrovato il piacere della fotografia vera, con un analogica e la creatività di scattare foto imperfette con l’iphone. Ci sono momenti della vita in cui non si ha il tempo, di portarsi dietro la macchina fotografica, in cui il momento scappa, il cui le cose corrono in fretta. Nonostante sia una fervente predicatrice dello “slow living”, ci sono casi in cui si é sommersi dall’onda della velocità. Con l’iphone riesco a raccontare questi momenti.

Quando tiro fuori il telefono dalla tasca, nessuno se ne accorge, scattare una foto diventa un atto silezioso, quando mi avvicino con una macchina fotografica le persone intorno si paralizzano come delle bestie accecate dai fari di una macchina nel cuore della notte.

Tutto questo mi ha fatto diventare unestranea al mondo che un tempo mi apparteneva, andare in studio, impostare le luci, scegliere gli fondi, le posizioni, le collaborazioni con altri fotografi, oramai vedo questo mondo lontano anni luce dalla mia vita, ma non riesco a dispiacermi per questo, mi manca ma quella ragazza di 18 anni con la testa piena di sogni non é più qui. I sogni sono rimasti ma referisco la tranquillità di una colazione calda, la pioggia estiva che batte sulla finestra, il gatto che si contorce, facendo le fusa chiedendo qualche carzza. C’é arte anche in queste piccole cose, bellezza nella imperfezione e nella banalità. Un caffé fotografato, come tanti altri milioni  di caffé nel mondo, ma quello é il mio caffé, quello che ho preso il 18 Giugno, quando fuori era l’alba ed io ho preso un momento per me stessa, osservando il mio mondo che si svegliava.