Journal

Resoconti

Con il tempo un po’ più clemente ho cominciato a passare un po’ più di tempo fuori. Ho dato una ripulita all’aiuola delle erbe officinali, invasa dal tarassaco, ho notato alcuni germogli, vediamo cosa verrà fuori, ho piantato fiori di campo random, per proteggere il terreno e decorare.


 Anche andare a raccogliere la legna per la stufa è stato un lavoro piacevole, non facendo troppo freddo sono riuscita ad uscire in maglione e sciarpa senza rischiare l’assideramento, sono decisamente fiera di me, sto imparando a sopportare il freddo.

Con molta meno voglia, mi sono messa a stirare i pantaloni e la camicia per il lavoro domani. Stirare è una cosa tediosa, devo stare in piedi ed utilizzare la testa (ho fatto danni, gravi) ma finisce sempre che parto con le mie supercazzole mentali senza nessun scopo utile. Mi scoccia un po’ vestirmi sempre uguale, ma per tante regole (più o meno chiare e dichiarate) che abbiamo, finisce sempre che mi metto le cose più “socialmente neutre” che ho: pantaloni blu, camicia bianca (in caso maglione) e scarpe qualsiasi che variano a seconda del meteo. Una noia mortale, ma decisamente pratico.


Questa settimana però, ho deciso di osare un po’ e vestirmi come piace a me niente di scabroso o inadatto al lavoro, mettere un po’ di mio anche quando devo subire studentesse in crisi adolescenziale.
Il pensiero felice della settimana sono i Nomad Tarot, che sono stati finalmente spediti. In realtà visto che dovevo comprarmi una borsa nuova per il dormitorio (la mia è esplosa distruggendo la chiusura lampo in modo irreparabile), ho ordinato due libri che avevo in wishlist da circa due secoli, ma che per problemi di prezzo, non ho mai comprato. Sono arrivati la settimana scorsa e non mi pento assolutamente dell’acquisto.

Ho riletto, lo scorso week end, Il castello errante di Howl, che è uno dei miei preferiti, c’erano alcuni dettagli che non ricordavo e ne ho scoperti di nuovi. Provo una grande empatia nei confronti di Sophie e l’allusione di Howl, sul fatto che lei sia contenta di se stessa nei panni da vecchia, mi fa sempre sentire qualcosa dentro, vicino al senso di colpa. Quella sensazione che si ha, quando si prova a nascondersi dietro a un dito.
Mi sto un po’ demoralizzando, per quanto riguarda l’analogico, non riesco ancora ad ottenere le foto che voglio. Ma sto cercando disperatamente di non mollare.

 

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Romana adottata dalla Francia, leggo troppi libri e scatto troppe foto. Predicatrice folle di #librisultavolo #myinstagramadventure In realtà sono un Hobbit.