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Tiriamo le somme

[:it]Ho erroneamente pensato che quest’anno il Natale l’avrei vissuto con più serenità e meno problemi intestinali.

Stupida.

Abbiamo cominciato la trafila di pranzi/cene/aperitivi il 20, non ho nemmeno avuto modo di capire che sono effettivamente in ferie per due settimane ( un mese se guardiamo da punto di vista universitario -l’università mi stressa più del lavoro -) che già siamo caduti nel vortice di patate al forno e tronchi di natale. Oggi, 28 Dicembre è il primo giorno di vera pausa, io credo di aver mangiato a sufficienza da poter andare in letargo fino a primavera. Nota positiva: la sera di capodanno abbiamo previsto una serata giochi, il fatto che sia io a preparare tutto mi da un effettivo potere decisionale su cosa ingerire o meno. Mi sento più felice, ma enormemente grassa.

Buoni propositi dell’anno nuovo: rispolverare lo step che da un paio di mesi è finito non so bene  dove.

Inutile fare la lista dei miei regali, sono la più parte libri, ma il regalo più bello è stato il mio STIPENDIO, il primo vero stipendio per un lavoro con un contratto decente, niente roba di due settimane o in nero. Sono una donna in carriera adesso. Vedere quei soldi sul conto mi ha fatto portare la macchina dal controllo tecnico quasi con il sorriso -il sorriso di qualcuno che si fa un mazzo tanto ma che può comunque sbarcare il lunario -.

Per il nuovo anno prevedo: un trionfo di moleskine, libri (come al solito), un programma giornaliero d’ispirazione ed invito alla scrittura, voglia di riprendere in mano la Nikon con un classico 50mm (waiting for amazon sales) perché lo zooommone pesa e mi ha stufato con la sua luminosità da cripta (wannabe Cartier-Bresson) ed ho deciso di rispolverare alcune vecchie abitudini -si parla di altari e rituali all’aperto/rivisitazione di filosofie e credenze/back to basics- politeistico-animistiche (di rune, tarocchi e vita di campagna).[:]