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Vado a vive in Francia che li c’hanno li aiuti

Premessa: Ho scritto questo post diversi mesi fa ( 20 Aprile), ero indecisa se pubblicarlo o meno, ma credo che infondo faccia bene sfatare alcuni miti che molti italiani hanno del concetto di vivere all’estero. 

Ok

guardando per caso ( ed in preda alla noia post pranzo domenicale) video di animali che qualcuno con non so quale coraggio li definisce guru del make-up o (dio ce ne scampi) del fashion style, leggo fra tanti commenti scritti in un italiano peggiore di quello usato dalla guru in questione cose come “io non lavoro da due anni, ma se continua così vado in Francia, che li ci hanno li aiuti”

HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

no aspetta,

FATEMI RIDERE ANCORA QUALCHE ISTANTE.

io credo che certe persone non hanno veramente idea di quello che esce dalla loro bocca contornata di un lucida labbra scadente con effetto “sbavo” ai lati, degno di vere lavoratrici di strada. Ma quale minorato mentale può solo minimamente pensare che se emigra in un paese straniero i soldi gli arrivano così, perché è immigrato?

SVEGLIA GENTE!

Vivo in Francia da 9 mesi, posso assicurare che a me i soldi non me li da nessuno, se non la mia famiglia. E’ vero la Francia ha molti aiuti sociali, sia per persone con la cittadinanza francese che non. Per fare un esempio: il mio compagno, francese, ha lavorato durante i suoi studi universitari (perché come in ogni paese europeo l’università è un privilegio, non esiste la possibilità lavoro/studio, almeno che tu non faccia un lavoro partime o un esame a sessione, anche se la cosa qui funziona diversamente che da noi) ora, finiti i suoi studi ha cominciato a fare un lavoro considerato socialmente medio/alto, vuol dire un buon stipendio in rapporto per le ore di lavoro, senza contare che, essendo un lavoro nell’ambito dell’istruzione ha tutte le vacanze scolastiche (che sono di più che da noi). Il suo contratto è durato 6 anni, con impossibilità di rinnovo e soprattutto impossibilità di fare lo stesso lavoro altrove (non sconvolgetevi, solo da noi il culo resta sulla sedia per sempre, o almeno così la gente vorrebbe, non è solo la nostra classe politica a voler avere il culo nel burro). Ora, ha diritto a 2 anni di sussidio di disoccupazione per un valore che è più o meno 80% del suo salario. Bella roba vero? Peccato che nel frattempo lui è obbligato a cercare lavoro, non può andare in vacanza per più di 2 settimane l’anno e soprattutto ogni tot mesi è costretto a vedere un deficiente che gli fa un interrogatorio sulla sua vita con la scusa di cercare l’offerta di lavoro migliore. Quando e se l’ente che si occupa di questa cosa, propone un lavoro al mio compagno, che può essere supplente di storia e geografia come raccoglitore di pere/mele dopo tre proposte se non accetti, ti radiano da tutto l’organismo e tu finisci con le pezze al culo, come si dice a Roma. Questo per non far dormire sugli allori come probabilmente pensa l’idiota con il lucida labbra. Ma prendiamo in esame un soggetto più vicino al profilo dell’italiana in Francia: Io.

Dunque, io mi sono iscritta all’università, prima cosa e fondamentale, se non hai un livello più che alto di lingua, puoi anche tornartene da dove vieni (specie se t’iscrivi ad un corso della facoltà di lettere, livello minimo richiesto B1, ma se è un C1 o un C2 è ancora meglio), per quanto riguarda la procedura, sono super disponibili e tengono da conto di tutti i crediti universitari che tu hai accumulato, anche se prima facevi letteratura slava comparata a quella cinese e ora vuoi fare astronomia nucleare di questa fava. Ma cosa fondamentale, sono i documenti tradotti, altrimenti puoi tornare da dove vieni (più o meno 40 euro a documento per una traduzione ufficiale). Ma passiamo alle cose più importante: il lavoro. Dunque, io vivo in più o meno in mezzo al niente, anzi no, non è corretto, io vivo in mezzo alla natura, la città più vicina dista a 40km da qui, la vita costa meno, ma anche il lavoro devi prendere quello che trovi. Ma va bene così. Prendo aiuti dallo stato? ASSOLUTAMENTE NO. Perché dovrei? Io sono venuta qui di mia spontanea volontà per trovare un esistenza migliore, certo, ma non per fare il parassita e prendere soldi aggratis dallo stato francese. Poi, non è così facile avere un’aiuto sociale, perché c’è una lunga trafila di cose e parametri che bisogna avere e non avere, per esempio (giusto o sbagliato che sia) hanno precedenza tutte le persone che vengono da paesi in via di sviluppo, o che vivono una situazioni di disagio di varia natura, persone che hanno figli, persone che (guarda caso) hanno lavorato per almeno tre mesi in Francia o se non hai mai lavorato, avere un garante francese e un conto in banca con una notevole cifra sopra. I soldi non vengono dati a nessuno per il semplice fatto che nel proprio paese non si trova lavoro o perché si fa l’onore alla Francia della propria presenza (che diciamolo, ne farebbe volentieri a meno). Tutto questo mi sa di ridicolo e non mi vergogno di dire che preferirei che certe persone che la pensano in questo modo andassero altrove ad appestare l’aria con la loro stupidità (gente di questo genere ne ho anche nella mia famiglia, purtroppo).