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Passi più lunghi della gamba

Luglio sta arrivando alla sua seconda metà e io mi sento come se non avessi fatto abbastanza. Pensavo che mi sarei data alla ricerca pazza di un lavoro ma alla fine ho puntato a quei mestieri che potrebbero darmi anche il tempo di studiare. Sono abbastanza stanca di starmene con le mani in mano, ma sembra che io sia sempre troppo o troppo poco per fare qualsiasi cosa. Dopo aver mandato curricula a destra e a manca non mi resta molto altro che incrociare le dita.

In compenso abbiamo cominciato a far uscire le nostre nobili terga nonostante il tempo da Novembre inoltrato, come tante cose che mi pesano, restare a casa è qualcosa che mi fa diventare pazza. Ho voglia di vedere e scoprire cosa ho intorno e visto che le finanze sono quelle che sono, non mi azzardo a dire che ho una voglia disperata di viaggiare. Spero solo in qualche cambiamento nel futuro prossimo che mi possa permettere di svolgere spesso questa attività.

Ma il vero passo più lungo della gamba è stato quello di acquistare un romanzo completamente in inglese. Io ho sempre avuto un mio metodo per capire quanta dimestichezza avessi in una lingua, ovvero leggere e vedere se le immagini nella mia mente prendono forma in mondo semplice. In francese ci riesco piuttosto bene, in inglese, per quanto io legga spesso in questa lingua, vedo che qualche volta il cervello s’inceppa per un puro problema di lessico, mi mancano alcune parole che molto probabilmente non ho mai trovato nei saggi letti in precedenza, quindi perdo il filo molto spesso. Se in italiano in una sera posso leggere tranquillamente 100 pagine, in inglese se arrivo a 20 è grasso che cola. Si, penso di aver fatto un passo troppo grande, ma mi ero abbastanza rotta le scatole di spendere minimo 17€ per un libro in italiano che molto probabilmente avrei letto in due giorni, così come sono abbastanza stufa di leggere sempre con il lettore e-book, vorrei averli certi libri, nella mia libreria, per quanto io sia d’accordo con l’idea che l’importante è leggerli e non possederli, mi piace anche poter avere la mi libreria colma di testi che hanno fatto la mia “carriera” di lettrice. Quindi mi sono gettata su Bookdepository, che ha dei prezzi interessantissimi, ma temo sempre il problema di non riuscire ad affrontare la lettura come vorrei, gustandomela.

Mi sono buttata su una bella sfida, ma onestamente non intendo mollare.

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Romana adottata dalla Francia, leggo troppi libri e scatto troppe foto. Predicatrice folle di #librisultavolo #myinstagramadventure In realtà sono un Hobbit.